Il 19 marzo giornata nazionale del ‘dormire sano’

Per chi non riesce ad addormentarsi e per chi si trova sveglio nel bel mezzo della notte e non riesce a riprendere sonno, la soluzione è una sola. Parlarne con il proprio medico di medicina generale. Per evitare che la situazione peggiori, per non abusare di farmaci poco indicati e soprattutto per non trovarsi “schiacciato” dalle conseguenze della carenza di sonno. Perché l’insonnia non “pesa” solo di notte ma influenza in modo negativo anche le abituali attività del giorno successivo: aumenta il rischio di incidenti alla guida e sul lavoro, fa calare il rendimento scolastico e lavorativo, incide negativamente sulla qualità della vita, mette a rischio cuore e arterie, aumenta il pericolo di sviluppare depressione e altre malattie psichiche e metaboliche. Questo il messaggio che viene dagli esperti in occasione della giornata nazionale del Dormiresano, che si celebra il 19 marzo.
Per fronteggiare al meglio il nemico “insonnia” gli specialisti dell’Aims, l’associazione italiana medicina del sonno e i medici della Simg, la società italiana di medicina generale, grazie al supporto di Sanofi-Aventis, hanno messo a punto congiuntamente una guida pratica per la gestione dell’insonnia, un documento di consenso destinato a costituire una “base” di lavoro comune per affrontare al meglio la patologia. Questo patrimonio di conoscenze verrà messo a disposizione di tutti i medici italiani. L’iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa del progetto “Morfeo Dormiresano”, percorso di ricerca e informazione, avviato dieci anni fa da Aims per diffondere la cultura sui disturbi del sonno e sul loro pesante impatto sulla vita quotidiana.
Fondamentale, a detta degli esperti, è che chi soffre d’insonnia non scelga la via dell’automedicazione, con esiti spesso insoddisfacenti, ma si rivolga al proprio medico: sia perché la patologia non è sempre la stessa ma assume connotazioni differenti nelle diverse persone, sia soprattutto perché solo il medico può definire con precisione l’approccio terapeutico ottimale per ogni singolo caso. E’ lui che deve diagnosticare il tipo d’insonnia per informare il paziente sugli stili di vita più indicati e sulle opportunità terapeutiche più idonee per il suo caso specifico.


















































